indagine sulla mediazione culturale in italia - Integrazione Migranti

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03.06.2013 Views

INDAGINE SULLA MEDIAZIONE CULTURALE IN ITALIA socio-sanitarie così come specificate dalla L.R. 49/94 e individuate dalla L.R. 72/97 come ambiti territoriali di intervento delle politiche sociali. La quota complessiva di L. 4.540.234.913 (2.344.835,64 Euro) viene così ripartita: 1. il 20%, pari a L. 908.046.983 (468.967,13 Euro), è destinato a progetti di interesse regionale e di ambito sovrazonale e rispondenti agli indirizzi specificati al successivo punto 3.1; 2. l’80%, pari a L. 3.632.187.930 (1.875.868,52 Euro) è ripartita fra le zone sociosanitarie facendo riferimento ai parametri indicati nell’Allegato B alla deliberazione del Consiglio regionale n. 401/99, e precisamente: — 70% sulla base delle presenze di cittadine di paesi non appartenenti all’Unione Europea (permessi di soggiorno); — 30% sulla base del rapporto tra la popolazione non appartenente all’Unione Europea residente e popolazione locale (tasso di immigrazione). Le somme complessivamente assegnate ad ogni zona socio-sanitarie sono riportate nella Tabella 2 dell’Allegato B. Considerato che per alcune zone residuano fondi non utilizzati rispetto alla quota loro assegnata dal Fondo nazionale per le politiche migratorie per l’anno 1999, si ritiene inoltre opportuno procedere ad autorizzare l’utilizzo delle somme ancora disponibili per i progetti messi in atto con le quote del 2000. 3. Indirizzi per la realizzazione degli interventi Premesso che l’art. 45 del D. Lgs 286/98 definisce ammissibili al finanziamento del Fondo nazionale per le politiche migratorie gli interventi relativi all’istruzione degli stranieri e all’educazione interculturale (art. 38), ai centri di accoglienza e all’accesso all’abitazione (art. 40), e le misure di integrazione sociale così come definite all’art.42 dello stesso decreto, per le priorità cui indirizzare la quota delle risorse per l’anno 2000 del Fondo si fa riferimento alle linee guida approvate con decreto del Ministro per la Solidarietà Sociale in data 13 novembre 2000 e a quanto contenuto nell’aggiornamento del Piano Integrato Sociale Regionale per l’anno 2000, approvato con deliberazione del Consiglio Regionale n.401 del 28 dicembre 1999. I macro-obiettivi cui indirizzare prioritariamente i programmi regionali discendono da quelli contenuti nel Documento programmatico 1998-2000 e ribaditi annualmente dalle Linee guida, e precisamente: 416

C RITERI DI RIPARTIZIONE DELLE RISORSE E DELLE PRIORITÀ — costruire relazioni positive tra cittadini italiani e immigrati; — garantire pari opportunità di accesso e tutela delle differenze; — assicurare i diritti della presenza legale. Gli atti nazionale e regionali sopra richiamati costituiscono il riferimento anche per quanto riguarda l’individuazione dei settori di intervento e le priorità delle azioni da attivare nei rispettivi ambiti, tenendo conto dello stato delle politiche regionali attivate e in corso in materia di immigrazione e delle necessità rilevate sul territorio. 3.1 Progetti di interesse regionale e di ambito sovrazonale In considerazione soprattutto delle priorità indicate dalla Linee guida per il 2000, è stata rilevata l’opportunità di destinare il 20% del totale dei finanziamenti disponibili per progetti di interesse regionale e di ambito sovrazonale, anche in coprogettazione con le Associazioni di immigrati iscritte all’Albo regionale, e relativi a: — messa in rete di sportelli informativi; — strumenti per la ricognizione periodica delle politiche di integrazione; — strumenti per la rilevazione delle situazioni di discriminazione così come definite agli artt. 43 e 44 del D. Lgs 286/98. — promozione della diffusione delle informazioni, tra gli immigrati e tra i cittadini italiani, sulla legge 40. 3.2 Modalità per la presentazione Con riferimento anche a quanto disposto al punto 5 dell’Allegato A alla deliberazione del Consiglio Regionale n.59 del 10 marzo 1999 “Piano Integrato Sociale Regionale 1998-2000. Aggiornamento per l’anno 1999”, si intende per ambito sovrazonale un ambito individuato come quello più adeguato per lo sviluppo degli interventi indicati al punto precedente. Si tratta quindi di un ambito territoriale che presenti caratteristiche particolari del fenomeno, che offra il miglior grado di utilizzazione ed integrazione delle risorse disponibili e degli strumenti attivabili e quindi flessibile: — a livello di più zone contigue; — a livello provinciale; — a livello interprovinciale; — a livello di area vasta. 417

C RITERI DI RIPARTIZIONE DELLE RISORSE E DELLE PRIORITÀ<br />

— costruire relazioni positive tra cittad<strong>in</strong>i <strong>italia</strong>ni e immigrati;<br />

— garantire pari opportunità di accesso e tutela delle differenze;<br />

— assicurare i diritti della presenza legale.<br />

Gli atti nazionale e regionali sopra richiamati costituiscono il riferimento anche per<br />

quanto riguarda l’<strong>in</strong>dividuazione dei settori di <strong>in</strong>tervento e le priorità delle azioni<br />

da attivare nei rispettivi ambiti, tenendo conto dello stato delle politiche regionali<br />

attivate e <strong>in</strong> corso <strong>in</strong> materia di immigrazione e delle necessità rilevate sul territorio.<br />

3.1 Progetti di <strong>in</strong>teresse regionale e di ambito sovrazonale<br />

In considerazione soprattutto delle priorità <strong>in</strong>dicate dalla L<strong>in</strong>ee guida per il 2000,<br />

è stata rilevata l’opportunità di dest<strong>in</strong>are il 20% del totale dei f<strong>in</strong>anziamenti<br />

disponibili per progetti di <strong>in</strong>teresse regionale e di ambito sovrazonale, anche <strong>in</strong><br />

coprogettazione con le Associazioni di immigrati iscritte all’Albo regionale, e<br />

relativi a:<br />

— messa <strong>in</strong> rete di sportelli <strong>in</strong>formativi;<br />

— strumenti per la ricognizione periodica delle politiche di <strong>in</strong>tegrazione;<br />

— strumenti per la rilevazione delle situazioni di discrim<strong>in</strong>azione così come def<strong>in</strong>ite<br />

agli artt. 43 e 44 del D. Lgs 286/98.<br />

— promozione della diffusione delle <strong>in</strong>formazioni, tra gli immigrati e tra i cittad<strong>in</strong>i<br />

<strong>italia</strong>ni, <strong>sulla</strong> legge 40.<br />

3.2 Modalità per la presentazione<br />

Con riferimento anche a quanto disposto al punto 5 dell’Allegato A alla deliberazione<br />

del Consiglio Regionale n.59 del 10 marzo 1999 “Piano Integrato Sociale<br />

Regionale 1998-2000. Aggiornamento per l’anno 1999”, si <strong>in</strong>tende per ambito<br />

sovrazonale un ambito <strong>in</strong>dividuato come quello più adeguato per lo sviluppo<br />

degli <strong>in</strong>terventi <strong>in</strong>dicati al punto precedente.<br />

Si tratta qu<strong>in</strong>di di un ambito territoriale che presenti caratteristiche particolari del<br />

fenomeno, che offra il miglior grado di utilizzazione ed <strong>in</strong>tegrazione delle risorse<br />

disponibili e degli strumenti attivabili e qu<strong>in</strong>di flessibile:<br />

— a livello di più zone contigue;<br />

— a livello prov<strong>in</strong>ciale;<br />

— a livello <strong>in</strong>terprov<strong>in</strong>ciale;<br />

— a livello di area vasta.<br />

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